Sapevamo che sarebbe arrivato, un giorno senza medaglie olimpiche. Lo sapevamo, tuttavia fa male pensare che non abbiamo vinto nessuna medaglia quando in campo avevamo i 200 stile libero della Pellegrini, il fioretto maschile nella scherma, e lo skeet nel tiro a volo. Tre discipline che potevano, dovevano portare all'Italia almeno una/due medaglie, e probabilmente sarebbe stato comunque poco.
E invece, la Pellegrini si conferma fuori forma e chiude quinta anche i 200. A poco servono le accuse di Magnini ai tecnici federali sugli errori di preparazione. Gli errori sono stati fatti a monte, e mi sembra assurdo che atleti del calibro di Magnini, Pellegrini, Scozzoli non si siano resi conto del vicolo cieco imboccato dai preparatori della nazionale.
Delusione anche dalle pedane del fioretto: l'Italia schierava 3 atleti che nei ranking mondiali occupavano la prima, la seconda e la settima posizione. Alla fine il settimo (Baldini) è quello che più vicino è finito al podio, chiudendo quarto, sconfitto e sfortunato nella finalina contro il coreano choi.
Niente da dire sullo skeet: Enrico Lodde ha finito quinto (ancora...) in una finale in cui non è mai riuscito ad avvicinarsi al podio. Poco da imputare per il tiratore azzurro, che comunque dopo le qualificazioni ci faceva ben sperare.
I fallimenti azzurri fanno da cornice a quello che, ormai da Atene 2004, è il vero protagonista dei Giochi: il nuotatore più forte di tutti i tempi, Michael Phelps. L'ex kid di Baltimore ha vinto prima l'argento nei "suoi" 200 delfino, sbagliando clamorosamente l'arrivo e lasciando strada a Chad Le Clos, che vince come Phelps aveva fatto 4 anni fa a Pechino, e successivamente l'oro grazie alla staffetta 4x200 stile libero, dominata dal dream team USA fin dal primo metro. Con queste due medaglie, Phelps supera nel libro dei record la ginnasta sovietica Larysa Latynina. Lo statunitense con le sue 19 medaglie olimpiche (di cui 15 ori, record assoluto) diventa l'atleta con il maggior numero di medaglie alle Olimpiadi. Complimenti ad un campione che ha riscritto praticamente tutti i record della storia olimpica.
Nella foto: il podio dei 200 stile libero, Camille Muffat (argento), Allison Schmitt (oro) e Bronte Barratt (bronzo) (foto: Getty)
31 luglio 2012
29 luglio 2012
Londra 2012: medaglie sudate e bambine viziate
Chiariamo un concetto prima di iniziare: sono Italiano, fiero di esserlo, e fiero di tifare per gli atleti italiani di tutti gli sport.
Stasera però, sono contento della sconfitta della Pellegrini. Sono contento perchè forse con questa batosta i giornalisti sportivi la smetteranno di equiparare la Pellegrini al nuoto. Oggi, per tutto il giorno, su Rai 2 è stato un susseguirsi di countdown per le gare del nuoto. Pardon, per le gare di Federica Pellegrini. Poco importava che Fabio Scozzoli fosse in finale dei 100 rana con il secondo tempo (ha finito settimo, ha sbagliato gara, peccato). I riflettori erano tutti per "la regina del nuoto italiano, la campionessa da leggenda" solo per citare alcune frasi ad effetto. Nemmeno la batteria piena di fatica ci ha aperto gli occhi. Il settimo tempo di qualificazione per loro era semplicemente "controllo della situazione". Poi è arrivata la finale, e la Pellegrini è sparita. Come nel 2008.
Questo per quanto riguarda i giornalisti. Poi c'è la Fede nazionale. Che oramai sta assumendo più i contorni di una bambina viziata che batte i piedi dopo che la bambina più grande le ha rubato il giocattolo. Negli ultimi 3 anni, dopo la morte di Castagnetti, la Pellegrini ha pensato più a fare la diva che l'atleta, cambiando allenatore ogni 6 mesi e permettendosi anche il lusso nel corso di un campionato europeo (Budapest 2010) di andare dai giornalisti a parlare male del proprio allenatore durante la manifestazione. Il livello più basso a cui un atleta che si reputa serio possa scendere. Federica è scesa a quel livello, e oggi si sono visti i primi risultati. Risultati che portano la Pellegrini verso la "minaccia" del ritiro, stando alle parole delle interviste al termine della gara. Mi dispiace Federica, ma una vera campionessa non molla dopo una sconfitta (vedi la Vezzali di ieri).
Per fortuna a Londra c'è anche chi per il tricolore suda e lotta fino alla fine: sto parlando di Diego Occhiuzzi, argento nella sciabola, e di Rosalba Forciniti, giovanissima ragazza che vince il bronzo nel Judo (52 Kg) alla sua prima olimpiade, portando per la prima volta la Calabria su un podio olimpico. Complimenti a loro, così come vanno fatti i complimenti ad Ilaria Bianchi, quinta a sorpresa nei 100 farfalla, e alle ragazze del beach volley che hanno vinto la prima partita del loro torneo. L'italia sale quindi a 7 medaglie totali, ancora al terzo posto del medagliere. Finchè dura, è giusto godersela!
(Nella foto: una sorridente Rosalba Forciniti con la medaglia di bronzo)
Stasera però, sono contento della sconfitta della Pellegrini. Sono contento perchè forse con questa batosta i giornalisti sportivi la smetteranno di equiparare la Pellegrini al nuoto. Oggi, per tutto il giorno, su Rai 2 è stato un susseguirsi di countdown per le gare del nuoto. Pardon, per le gare di Federica Pellegrini. Poco importava che Fabio Scozzoli fosse in finale dei 100 rana con il secondo tempo (ha finito settimo, ha sbagliato gara, peccato). I riflettori erano tutti per "la regina del nuoto italiano, la campionessa da leggenda" solo per citare alcune frasi ad effetto. Nemmeno la batteria piena di fatica ci ha aperto gli occhi. Il settimo tempo di qualificazione per loro era semplicemente "controllo della situazione". Poi è arrivata la finale, e la Pellegrini è sparita. Come nel 2008.
Questo per quanto riguarda i giornalisti. Poi c'è la Fede nazionale. Che oramai sta assumendo più i contorni di una bambina viziata che batte i piedi dopo che la bambina più grande le ha rubato il giocattolo. Negli ultimi 3 anni, dopo la morte di Castagnetti, la Pellegrini ha pensato più a fare la diva che l'atleta, cambiando allenatore ogni 6 mesi e permettendosi anche il lusso nel corso di un campionato europeo (Budapest 2010) di andare dai giornalisti a parlare male del proprio allenatore durante la manifestazione. Il livello più basso a cui un atleta che si reputa serio possa scendere. Federica è scesa a quel livello, e oggi si sono visti i primi risultati. Risultati che portano la Pellegrini verso la "minaccia" del ritiro, stando alle parole delle interviste al termine della gara. Mi dispiace Federica, ma una vera campionessa non molla dopo una sconfitta (vedi la Vezzali di ieri).
Per fortuna a Londra c'è anche chi per il tricolore suda e lotta fino alla fine: sto parlando di Diego Occhiuzzi, argento nella sciabola, e di Rosalba Forciniti, giovanissima ragazza che vince il bronzo nel Judo (52 Kg) alla sua prima olimpiade, portando per la prima volta la Calabria su un podio olimpico. Complimenti a loro, così come vanno fatti i complimenti ad Ilaria Bianchi, quinta a sorpresa nei 100 farfalla, e alle ragazze del beach volley che hanno vinto la prima partita del loro torneo. L'italia sale quindi a 7 medaglie totali, ancora al terzo posto del medagliere. Finchè dura, è giusto godersela!
(Nella foto: una sorridente Rosalba Forciniti con la medaglia di bronzo)
28 luglio 2012
Londra 2012: il vero dream team
Altro che Phelps. Fatevi da parte LeBron e Kobe, il vero dream team è italiano. Nella prima giornata dei Giochi Olimpici di Londra, tre straordinarie atlete hanno compiuto un'impresa mai riuscita all'Italia nella storia Olimpica.
Elisa Di Francisca (30 anni da Jesi), Arianna Errigo (24 anni da Monza) e Valentina Vezzali (c'è bisogno davvero di ripetere chi è?) hanno monopolizzato il podio del fioretto femminile. Inutile nascondersi, speravamo tutti che finisse così, con 3 atlete azzurre sul podio, 3 bandiere tricolori a sventolare, e tutti gli altri fuori a leccarsi le ferite.
Avevamo già sfiorato l'impresa a Pechino (oro alla Vezzali e bronzo alla Granbassi), ad Atene (oro Vezzali, argento Trillini), a Sydney (oro Vezzali, bronzo Trillini) e ad Atlanta (argento Vezzali, bronzo Trillini), ma all'appello era sempre mancata una delle tre atlete presenti. Oggi no, oggi tutto è stato perfetto.
Forse non tutto, se andiamo a chiedere a Valentina Vezzali, che dopo aver portato la bandiera puntava al quarto oro consecutivo, sconfitta in semifinale dalla Errigo (12-15), ma anche l'alfiera azzurra si è resa subito conto dell'importanza della tripletta, rilanciando la sfida per Rio 2016 (quando avrà 42 anni) e per la più vicina prova a squadre in programma la prossima settimana.
Complimenti ad Elisa Di Francisca, campionessa all'esordio olimpico, che conferma la bontà della scuola di scherma jesina, che da Barcellona 92 non scende dal podio Olimpico, e ad Arianna Errigo, che ha disputato un torneo eccezionale, crollando alla fine nel minuto supplementare della finale. Le lacrime sul podio confermano la sua rabbia per la sconfitta, e ci fanno ben sperare in vista delle prossime Olimpiadi brasiliane.
Intanto l'Italia chiude la prima giornata di gare con 5 medaglie (2 ori, 2 argenti e un bronzo), al secondo posto del medagliere dietro alla Cina e davanti agli Stati Uniti. Se il buongiorno si vede dal mattino...intanto domani in gara Pellegrini, Cagnotto e Cainero. Tante altre possibilità di medaglia per l'Italia.
Elisa Di Francisca (30 anni da Jesi), Arianna Errigo (24 anni da Monza) e Valentina Vezzali (c'è bisogno davvero di ripetere chi è?) hanno monopolizzato il podio del fioretto femminile. Inutile nascondersi, speravamo tutti che finisse così, con 3 atlete azzurre sul podio, 3 bandiere tricolori a sventolare, e tutti gli altri fuori a leccarsi le ferite.
Avevamo già sfiorato l'impresa a Pechino (oro alla Vezzali e bronzo alla Granbassi), ad Atene (oro Vezzali, argento Trillini), a Sydney (oro Vezzali, bronzo Trillini) e ad Atlanta (argento Vezzali, bronzo Trillini), ma all'appello era sempre mancata una delle tre atlete presenti. Oggi no, oggi tutto è stato perfetto.
Forse non tutto, se andiamo a chiedere a Valentina Vezzali, che dopo aver portato la bandiera puntava al quarto oro consecutivo, sconfitta in semifinale dalla Errigo (12-15), ma anche l'alfiera azzurra si è resa subito conto dell'importanza della tripletta, rilanciando la sfida per Rio 2016 (quando avrà 42 anni) e per la più vicina prova a squadre in programma la prossima settimana.
Complimenti ad Elisa Di Francisca, campionessa all'esordio olimpico, che conferma la bontà della scuola di scherma jesina, che da Barcellona 92 non scende dal podio Olimpico, e ad Arianna Errigo, che ha disputato un torneo eccezionale, crollando alla fine nel minuto supplementare della finale. Le lacrime sul podio confermano la sua rabbia per la sconfitta, e ci fanno ben sperare in vista delle prossime Olimpiadi brasiliane.
Intanto l'Italia chiude la prima giornata di gare con 5 medaglie (2 ori, 2 argenti e un bronzo), al secondo posto del medagliere dietro alla Cina e davanti agli Stati Uniti. Se il buongiorno si vede dal mattino...intanto domani in gara Pellegrini, Cagnotto e Cainero. Tante altre possibilità di medaglia per l'Italia.
Londra 2012: pallottole d'argento
Arriva dopo nemmeno 7 ore di gare la prima medaglia per l'Italia ai Giochi di Londra. Luca Tesconi, trentenne di Pietrasanta (Lucca) ha aperto il medagliere azzurro con uno splendido argento nella finale della pistola aria compressa da 10 metri. Il toscano aveva chiuso la fase di qualificazione al quinto posto, con 4 punti di ritardo dal coreano Jin Jongoh, per poi risalire la classifica grazie al miglior punteggio di finale (101.8). Ottimo avvio quindi per la spedizione azzurra, in attesa delle semifinali del fioretto femminile, con tutte e 3 le italiane (Vezzali, Errigo e Di Francisca) qualificate tra le prime 4. Al termine della giornata ci saranno quindi almeno altre due medaglie per l'Italia!
(nella foto: Luca Tesconi durante la finale olimpica)
(nella foto: Luca Tesconi durante la finale olimpica)
27 giugno 2012
Che fretta c'era...
...non parliamo della maledetta primavera di sanremese memoria, ma della fretta di Mike DiMuro, arbitro della MLB, che ieri sera, nella sfida tra Yankees e Indians, ha commesso questo errore
Un errore dettato non dall'inesperienza o dall'incapacità, ma dalla fretta. Sarebbe infatti bastato guardarsi intorno per vedere il tifoso orgoglioso che sollevava la pallina, o meglio ancora, sarebbe bastato un semplice controllo del guanto di Wise, visto che la palla lì dentro non c'era...
Mike DiMuro si sarebbe evitato una figuraccia a livello nazionale, e Hannahan un'espulsione ingiusta!
Un errore dettato non dall'inesperienza o dall'incapacità, ma dalla fretta. Sarebbe infatti bastato guardarsi intorno per vedere il tifoso orgoglioso che sollevava la pallina, o meglio ancora, sarebbe bastato un semplice controllo del guanto di Wise, visto che la palla lì dentro non c'era...
Mike DiMuro si sarebbe evitato una figuraccia a livello nazionale, e Hannahan un'espulsione ingiusta!
14 giugno 2012
2012, il nuovo "year of the pitchers"?
Il 2010 è stato definito, al termine della stagione, l'anno dei lanciatori. Un dominio degli uomini sul monte che non si vedeva da anni. Almeno dal 1991, quando in una sola stagione vennero lanciate 7 no-hitter, condite dalle perle del perfect game di Dennis Martinez per i Montreal Expos e dalla settima no-hitter in carriera di Nolan Ryan.
Nel 2010, vennero lanciate 5 no-hitter nella stagione regolare ed una in postseason. Il protagonista assoluto fu Roy Halladay, che con la maglia dei Phillies raggiunse la perfezione a Maggio, in casa dei Marlins, prima di lanciare la seconda no-hitter nella storia della postseason contro i Reds (tra l'altro, all'esordio in carriera nei play-off).
Nella stagione successiva, il 2011, sono state lanciate "solo" 3 no-hitter. Un numero da stagione normale. Giusto così, non si poteva pensare a due stagioni consecutive dominate dai titoli sui lanciatori. E allora sono tornati sugli altari i battitori, con Carlos Gonzalez vicino alla tripla corona e Josè Bautista che schiantava la 97° pallina fuori dal campo nel giro di due anni.
Il 2012 sembra un ritorno al passato, un ritorno al 2010 più precisamente. Nel giro di nemmeno 2 mesi e mezzo (la stagione è iniziata il 4 aprile) sono già state lanciate 5 no-hitter. Ha aperto le danze Philip Humber, con il suo perfect game del 21 aprile in casa dei Mariners, seguito da Jered Weaver (no-hit per gli Angels contro i Twins), Johan Santana (ne abbiamo parlato qui), dai Mariners (una combined no-hitter, con 6 lanciatori ad alternarsi sul monte, come non si vedeva dal 2003) e infine Matt Cain, perfetto ieri notte per i Giants contro gli Astros. Se il buongiorno si vede dal mattino, quest'anno si rischia di sforare le 10 no-hitter solo in stagione regolare. Il titolo di anno dei lanciatori è in pericolo, il 2010 sta tremando!
Per vedere tutte le 27 eliminazioni del perfect game di ieri notte, cliccate qui
Nel 2010, vennero lanciate 5 no-hitter nella stagione regolare ed una in postseason. Il protagonista assoluto fu Roy Halladay, che con la maglia dei Phillies raggiunse la perfezione a Maggio, in casa dei Marlins, prima di lanciare la seconda no-hitter nella storia della postseason contro i Reds (tra l'altro, all'esordio in carriera nei play-off).
Nella stagione successiva, il 2011, sono state lanciate "solo" 3 no-hitter. Un numero da stagione normale. Giusto così, non si poteva pensare a due stagioni consecutive dominate dai titoli sui lanciatori. E allora sono tornati sugli altari i battitori, con Carlos Gonzalez vicino alla tripla corona e Josè Bautista che schiantava la 97° pallina fuori dal campo nel giro di due anni.
Il 2012 sembra un ritorno al passato, un ritorno al 2010 più precisamente. Nel giro di nemmeno 2 mesi e mezzo (la stagione è iniziata il 4 aprile) sono già state lanciate 5 no-hitter. Ha aperto le danze Philip Humber, con il suo perfect game del 21 aprile in casa dei Mariners, seguito da Jered Weaver (no-hit per gli Angels contro i Twins), Johan Santana (ne abbiamo parlato qui), dai Mariners (una combined no-hitter, con 6 lanciatori ad alternarsi sul monte, come non si vedeva dal 2003) e infine Matt Cain, perfetto ieri notte per i Giants contro gli Astros. Se il buongiorno si vede dal mattino, quest'anno si rischia di sforare le 10 no-hitter solo in stagione regolare. Il titolo di anno dei lanciatori è in pericolo, il 2010 sta tremando!
Per vedere tutte le 27 eliminazioni del perfect game di ieri notte, cliccate qui
5 giugno 2012
Serie C, terza vittoria per il Padule
MASSA 2 0 3 2 2 0 0 9
PADULE 1 0 7 0 9 4 / 21
Terza vittoria su sei partite di campionato per la squadra di Serie C del Padule Sesto Fiorentino, che bissa il successo ottenuto all'andata sul campo del Massa, riscattando così la prestazione opaca fornita 7 giorni prima contro il Livorno.
Inizio a rilento per il Padule, che paga nei primi inning una scarsa concentrazione soprattutto difensiva: qualche errore di troppo, sommato ad alcuni buoni contatti delle mazze ospiti, porta il Massa in vantaggio per 5-1 a metà del terzo inning. Da quel momento però, la partita cambia completamente copione: nel terzo turno d'attacco, il Padule inizia finalmente a giocare come sa, sfruttando a dovere lo scarso controllo dei lanciatori avversari. Gli attaccanti della squadra sestese mostrano una grande pazienza nel box, senza cercare a tutti i costi la battuta valida, e i risultati si vedono: il Padule ottiene infatti 7 basi ball nell'inning, che si aggiungono alle due valide di Maio e Vannini favorendo il primo allungo locale sul risultato di 8-5.
La gioia però dura poco, perchè gli ospiti, sospinti dalle valide in serie di Menchetti e Grossi, si rifanno sotto nel quarto inning (7-8), prima di tornare nuovamente in vantaggio nella quinta ripresa (9-8). E' l'ultimo segno di vita delle mazze massesi, che nelle ultime due riprese non riusciranno più a toccare il partente Vannini, al terzo complete game stagionale.
Il sorpasso definitivo del Padule avviene nella parte bassa del quinto, quando la formazione sestese segna 9 punti grazie soprattutto a 8 battute valide (la maggioranza delle 14 totali messe a segno dai rossoblu). Il largo vantaggio di 8 punti lancia il Padule e i giocatori rossoblu continuano la pressione in attacco anche nel sesto inning, aumentando il vantaggio e trovando così la vittoria prima del limite.
Al di là dell'ottima prova sul monte di Vannini (che nelle tre vittorie del Padule ha sempre lanciato per tutta la partita), sono da sottolineare le prestazioni nel box di battuta dell'esterno sinistro Salsi (3 valide) e del seconda base Ammannati (una valida e 4 basi ball in 5 presenze alla battuta), in una partita che ha visto comunque un buon livello di gioco, soprattutto offensivo, da parte di tutti i giocatori locali che sono scesi in campo.
Adesso per il Padule arriva una doppia trasferta in casa delle due squadre che stanno dominando il Girone I della Serie C Federale: si parte sabato 9 giugno in casa della Fiorentina seconda in classifica, mentre domenica 17 i sestesi sono attesi sul diamante di Livorno dalla capolista (ancora imbattuta) Blue Angels. Sono queste le sfide decisive per capire quale finale di stagione ci si può aspettare dalla compagine rossoblu.
PADULE 1 0 7 0 9 4 / 21
Terza vittoria su sei partite di campionato per la squadra di Serie C del Padule Sesto Fiorentino, che bissa il successo ottenuto all'andata sul campo del Massa, riscattando così la prestazione opaca fornita 7 giorni prima contro il Livorno.
Inizio a rilento per il Padule, che paga nei primi inning una scarsa concentrazione soprattutto difensiva: qualche errore di troppo, sommato ad alcuni buoni contatti delle mazze ospiti, porta il Massa in vantaggio per 5-1 a metà del terzo inning. Da quel momento però, la partita cambia completamente copione: nel terzo turno d'attacco, il Padule inizia finalmente a giocare come sa, sfruttando a dovere lo scarso controllo dei lanciatori avversari. Gli attaccanti della squadra sestese mostrano una grande pazienza nel box, senza cercare a tutti i costi la battuta valida, e i risultati si vedono: il Padule ottiene infatti 7 basi ball nell'inning, che si aggiungono alle due valide di Maio e Vannini favorendo il primo allungo locale sul risultato di 8-5.
La gioia però dura poco, perchè gli ospiti, sospinti dalle valide in serie di Menchetti e Grossi, si rifanno sotto nel quarto inning (7-8), prima di tornare nuovamente in vantaggio nella quinta ripresa (9-8). E' l'ultimo segno di vita delle mazze massesi, che nelle ultime due riprese non riusciranno più a toccare il partente Vannini, al terzo complete game stagionale.
Il sorpasso definitivo del Padule avviene nella parte bassa del quinto, quando la formazione sestese segna 9 punti grazie soprattutto a 8 battute valide (la maggioranza delle 14 totali messe a segno dai rossoblu). Il largo vantaggio di 8 punti lancia il Padule e i giocatori rossoblu continuano la pressione in attacco anche nel sesto inning, aumentando il vantaggio e trovando così la vittoria prima del limite.
Al di là dell'ottima prova sul monte di Vannini (che nelle tre vittorie del Padule ha sempre lanciato per tutta la partita), sono da sottolineare le prestazioni nel box di battuta dell'esterno sinistro Salsi (3 valide) e del seconda base Ammannati (una valida e 4 basi ball in 5 presenze alla battuta), in una partita che ha visto comunque un buon livello di gioco, soprattutto offensivo, da parte di tutti i giocatori locali che sono scesi in campo.
Adesso per il Padule arriva una doppia trasferta in casa delle due squadre che stanno dominando il Girone I della Serie C Federale: si parte sabato 9 giugno in casa della Fiorentina seconda in classifica, mentre domenica 17 i sestesi sono attesi sul diamante di Livorno dalla capolista (ancora imbattuta) Blue Angels. Sono queste le sfide decisive per capire quale finale di stagione ci si può aspettare dalla compagine rossoblu.
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